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January 23

Comunicato stampa Sinistra giovanile

 
Oggetto: Atto di intimidazione contro Comune
 
Quei colpi sparati contro il municipio di Tore Annunziata, simbolo della democrazia e del vivere civile, evidenziano, come se ce ne fosse bisogno, la pressione che la camorra esercita sull'intero territorio sconfinando anche nella vita politica ed istituzionale con il suo agire violento.
Al sindaco Giosuè Starita va la solidarietà di tutta la Sinistra giovanle. Diversa è la vicinanza ai consiglieri comunali: purtroppo non possiamo esprimere la stessa solidarietà verso tutti, visto che alcuni di essi hanno una forte base elettorale nei quartieri roccaforte della camorra. Da questi consiglieri come dal resto della maggioranza e dell'opposizione ci aspettiamo una solidarietà istituzionale che superi le barriere politiche e che non sia solo demagogia ma si trasformi praticamente in atti politici ed amminisrativi tesi ad affrontare il problema camorra a Torre; se così non agissero tutti i consiglieri sarebbe facile individuare chi il problema no vuole risolverlo perchè fa parte del problema.
La Sinistra giovanile si associa, inoltre, all'appello dell'  A.D. della TESS Leopoldo Spedalieri, sollecitando tutta la cittadinanza a manifestare contro la camorra. E' intollerabile questo stato di cose, è intollerabile vedere sottratti giorno dopo giorno pezzi di territoyio destinandoli allo spaccio o ad altre attività illecite.
 
 

Comunicato stampa Sinistra giovanile del 16/01/08

 
Oggetto: Lettera studenti scuole superiori contro camorra
 
La lettera degli studenti delle scuole superiori di Torre Annunziata apre uno spiraglio di libertà e di cambiamento. Per la prima volta non è la solita demagogia politica a parlare di camorra dopo che per più di trent'anni ha fallito con vergognosi programmi di riqualifiazione della città. Purtroppo oggi viviamo in uno stato di perenne coprifuoco dove quasi tutti, come giustamente citavano quei giovani si sentono in difficoltà a percorrere le strade di Torre dopo le sei di pomeriggio o anche prima.
La classe politica e gli amministratori locali e nazionali cosa fanno per risolvere questa piaga? Nulla. Ormai nel centro sinstra si farneticano fantomatici partiti come il nascente PD che nulla fa di politico, si cimenta solo in riunioni per decidere di cambiare nulla. Nel centro destra, invece, si susseguono sempre i soliti attacchi demagogici e strumentali  che di certo non migliorano la situazione.
Spetta solo a no giovani e alla parte della popolazionemuovci per cambiare. Non possiamo più permettere questi ritardi da parte della burocrazia politica, occorrono risposte immediate.
Occorre che noi giovani per primi alziamo la voce, smuoviamo le coscienze perchè solo da noi può venire un cambiamento.
 
October 06

Ecco perché vogliono allontanare Luigi De Magistris dalla Calabria

 

Qualche informazione sul caso "Why Not"...

C'era una volta anzi, c'è ancora a Lamezia Terme (CZ) una società che si chiama “Why Not?” che da tempo, praticamente sin dalla sua nascita, presta i suoi lavoratori interinali alla Regione Calabria per servizi che vanno dalla sorveglianza idraulica, alla tutela del patrimonio, alla gestione del personale, di banche dati ed altri servizi informatici; questa società impiega oggi 635 dipendenti e vanta un fatturato di 12 milioni di euro. Certamente gran parte del merito di tale successo è dovuto al fatto che in pratica la Regione, seppur con decine di migliaia di dipendenti, non riesce – per così dire - a gestire neppure il proprio personale, e si affida perciò in outsourcing a “Why Not?”.

E fin qui sembra l'inizio di una storia quasi “normale”, magari una di quelle storie di piccola clientela come tante ce ne sono in Italia, ed invece c'è dell'altro, e “che” altro!

Da “Why Not?” mutua oggi il nome l'inchiesta aperta alla Procura della Repubblica di Catanzaro e portata avanti dal sostituto procuratore Luigi De Magistris, perché sarebbe questa la società capo-fila di una serie di scatole cinesi finalizzate all'intercettazione di una gran parte dei finanziamenti pubblici erogati dalla Regione Calabria e dall'Unione Europea per i più disparati settori economici. E adesso comincia il bello.

Durante gli interrogatori dei testimoni (anche interni a Why Not) da parte di De Magistris sono venuti fuori nomi di importanti personaggi del mondo della politica calabrese nonché dell'imprenditoria e delle forze armate di tutta Italia e così nei mesi scorsi i carabinieri hanno perquisito decine di abitazioni private per poi irrompere addirittura al Palazzo del Consiglio regionale negli uffici privati di alcuni consiglieri ed assessori regionali alla ricerca di materiale probatorio per l'inchiesta. Cioè, come se i carabinieri irrompessero negli uffici parlamentari di Montecitorio, giusto per fare comprendere la gravità della cosa.
E così le persone indagate sono 19 e provenienti da tutta Italia. Tra queste anche il generale Paolo Poletti, attuale capo di Stato Maggiore della Guardia di Finanza, l'assessore al turismo e Vicepresidente della Regione Calabria, Nicola Adamo (Ds), l'assessore regionale all'agricoltura e forestazione, Mario Pirillo (ex Margherita adesso esponente del Partito Democratico Meridionale), un consigliere regionale dei Ds, Antonio Acri, l'ex responsabile per il Sud Italia della Compagnia delle Opere, Tonino Saladino (più volte intercettato al telefono con il Guardasigilli Mastella), l'ex assessore regionale alla sanità di centrodestra, Gianfranco Luzzo ed un quarantenne di Vibo Valentia, Salvatore Domenico Galati, già collaboratore dello staff del senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Giancarlo Pittelli.

Un bel minestrone di inciuci, non c'è che dire. E se vi dicessi che tra gli indagati ci sono anche il capocentro del Sismi di Padova, Massimo Stellato, ed una funzionaria del Cesis (l'ufficio di coordinamento dei servizi segreti), Brunella Bruno?
Ecco che il quadro della situazione si manifesta in tutta la sua preoccupante tristezza e drammaticità.
I reati contestati, a vario titolo, spaziano dalla corruzione, all'associazione a delinquere, alla violazione delle leggi sulle associazioni segrete (sic), alla truffa, al finanziamento illecito ai partiti.

Addirittura si ipotizza per alcuni l'appartenenza ad una massoneria coperta (la c.d. “Loggia San Marino”), che sarebbe servita da collante per portare a termine gli affari illeciti del gruppo di potere trasversale con le dovute coperture istituzionali. Cioè, praticamente, pare si tratti di una vera e propria lobby e che questa abbia influito sulle scelte di amministrazioni pubbliche per l'utilizzo di finanziamenti e l'assegnazione di appalti.

Ovviamente inutile dire che il Vicepresidente Adamo, ad esempio, in linea con la recente linea Ds sui magistrati milanesi, si è subito detto pubblicamente vittima di un complotto contro sé, il suo partito, la sua famiglia ed il suo lavoro, accusando, seppur indirettamente, il PM dell'inchiesta di agire per conto di non si sa chi (e meno male che lo stesso De Magistris era stato inserito anni fa nel famoso elenco delle “toghe rosse” di berlusconiana memoria!).

Eccola la regione del dopo-Fortugno! Eccola la regione dove un uomo delle Istituzioni, un politico, è stato ucciso meno di due anni fa in un seggio delle Primarie, a Locri, giusto sei mesi dopo quelle elezioni regionali dove il centrosinistra, imbarcando di tutto ha raggiunto il record storico di preferenze (oltre il 62% dei consensi).
E non finisce qui. Il 20 giugno scorso, dopo la riunione della Conferenza dei capigruppo e dei presidenti di Commissione in Consiglio regionale, è stato dato mandato al presidente del Consiglio, Giuseppe Bova (Ds), di (cito testualmente) <<assumere, attraverso l'Avvocatura regionale, ogni iniziativa giudiziaria volta alla difesa dell'onorabilità dell'Assemblea>>. In poche parole i politici coinvolti nelle inchieste attraverso il compagno Bova hanno querelato i testimoni di De Magistris con i soldi dei contribuenti, bene sottolinearlo, dopo aver già querelato per fantomatiche diffamazioni anche noi di “Ammazzateci tutti” a dicembre 2006, rei di aver chiesto di non essere più strumentalizzati politicamente e sollecitato chiarimenti circa la questione del 50% - di allora – di consiglieri regionali inquisiti (dato comunque confermato successivamente anche dalla Direzione Nazionale Antimafia e dal Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso ed oggi salito al 65%, con 33 consiglieri inquisiti su 49 eletti).

Di queste cose, quanti giornali e televisioni ne hanno parlato e ne parleranno?
Io sono solo uno squattrinato 21enne studente fuori sede con già due querele sulle spalle, e più di questo ultimo disperato appello non so proprio cosa fare ed a chi rivolgermi. Al Presidente della Repubblica? Alla Corte Europea? Alle Nazioni Unite? A chi, a che cosa?

Già diverso tempo fa abbiamo aperto assieme ad altri movimenti ed associazioni calabresi e molto prima che il Ministro di disgrazia ed ingiustizia Mastella ne chiedesse il trasferimento, una petizione ( http://www.petitiononline.com/040407rc/petition.html ) a sostegno di De Magistris e di quei pochi magistrati coraggiosi che in Calabria, assieme ad eroici carabinieri e poliziotti sottopagati, si ritrovano non solo a combattere contro la 'ndrangheta, ma soprattutto contro la prepotenza e l'arroganza di una classe politica che, anziché mantenere un dignitoso silenzio istituzionale fino all'esito delle indagini, arriva ora al punto di minacciare querele nei confronti di quei cittadini che denunciano il malaffare.

Non ci arrendiamo. Abbiamo già raccolto più di 50.000 firme: uno straordinario popolo fatto di giovani, associazioni, professionisti, ed anche qualche forza politica. Incontrandoci non ci siamo mai chiesti da dove venivamo ma per dove insieme volevamo andare. Alla faccia di chi ci etichetta banalmente come “anti-politica”, coloro i quali fanno prima (e gli conviene) a criticare gli effetti di un malcontento collettivo che pervade l'intera società italiana senza però soffermarsi e ricercarne le cause.
Abbiamo allestito e stiamo allestendo in questi giorni banchetti un po' dappertutto, davanti ai supermercati, alle poste, all'ingresso di scuole ed università di tutta Italia: da Reggio Calabria, a Palermo, a Milano, a Roma, a Bari, a Potenza.
Magari siamo solo piccole gocce in uno stagno, ma vogliamo ancora sperare che questo Ministro di disgrazia ed ingiustizia torni ad occuparsi di filosofia, lasciando i magistrati a fare il loro lavoro, per il bene dell'Italia. Non si tratta di stabilire se vogliamo essere garantisti o giustizialisti, ma solo essere consci che oggi nel nostro Paese i magistrati scomodi vengono fatti saltare non solo con il tritolo, e quindi chiediamoci solo da che parte stare: se dalla parte degli onesti o dall'altra.

C'era una volta in Italia la Giustizia, c'era una volta in Calabria l'Italia.

Appuntamento a Roma lunedì 8 ottobre davanti al CSM, in Piazza Indipendenza per gridare insieme: E adesso trasferiteci tutti.Aldo Pecora
portavoce "Ammazzateci tutti"
promotore Comitato spontaneo "Pro De Magistris

August 06

Enzo biagi intervista Roberto Saviano

Il video
 
1° parte:
  
 
2° parte:
  
 
 
 
  1. Cos'è che detesti dell'immagine della Campania che i media dipingono?

Le menzogne pubblicitarie. La presunta città della cultura, i musei che sono il salotto cittadino, Cannavaro e D’Alessio che appaiono come i pedagoghi delle nuove generazioni, e sono l’assoluto contrario di qualsiasi idea di sacrificio, impegno e cristallinità. E poi anche il folklore più basso, la terra della pizza e della mozzarella. Il sottosviluppo, la città degli scippi, del traffico e del rumore. Detesto anche questi luoghi comuni un po’ razzisti e petulanti. Tutto ciò che serve a coprire, a ridurre a minima comune idiozia una delle realtà più complesse in assoluto. Questo io odio. Quando c’è stata la rivolta delle banlieu parigine la prima cosa che hanno fatto diversi sociologi e intellettuali francesi è venire a Scampia e vedere come funzionavano gli equilibri di potere, come era possibile che la più grande periferia del mediterraneo non avesse mai subito situazioni di rivolta totale. Scoprirono così la camorra gli esperti francesi. Qui lo devono ancora fare i nostri. Tratto da un'altra intervista

February 03

Documento congressuale: Sport e legalità

Sport e legalità

 

La diffusione dell’attività sportiva in quasi tutte le società del mondo contemporaneo è il segno evidente dell'importanza che lo sport ha assunto in quelle realtà da un punto di vista sociale, politico e culturale. Ad un’attività di educazione culturale segue lo sviluppo dello sport nella società. Una concezione, largamente diffusa soprattutto nei paesi con maggiori tradizioni sportive, è che lo sport debba essere considerato come una scuola di vita che insegna a lottare per ottenere una giusta ricompensa e che aiuta alla socializzazione ed al rispetto tra compagni ed avversari. Per questo motivo l'educazione fisica è una parte fondamentale nella formazione dell'individuo già all'interno delle scuole elementari. Lo sport nella scuola oltre a permettere l’acquisizione di competenze tecniche e di esperienze mirate, contribuisce a formare le persone che sappiano vivere valori sociali e alti ideali di vita.

 Sarebbe una nota positiva se lo sport venisse valorizzato come mezzo di prevenzione dell'illegalità fra i giovani e i giovanissimi. Particolare importanza assumono i valori insegnati dalle discipline sportive, soprattutto in quelle zone dove i ragazzi hanno modelli negativi da seguire e sono abbandonati o sommersi dai cattivi esempi, in territori dove spesso prevale la mentalità sopraffattrice e il modo di fare camorristico. È in quegli ambienti in cui più facilmente si sviluppa la criminalità individuale o di gruppo. Lo sport previene la delinquenza giovanile. Deve un diritto essere per tutti, per qualsiasi cittadino, bisogna realizzare questo obiettivo abbattendo le storiche barriere di classe sociale, di sesso, di età, e di condizione fisica, che escludono ancora milioni di donne e di uomini dall’attività fisica e sportiva. Per far sì che ciò avvenga bisogna contribuire a fondare una società più aperta e paritaria di quella reale. Deve essere la metafora della modernizzazione dei rapporti sociali: la parità razziale, la democrazia delle pari opportunità, il disprezzo della discriminazione.

 È noto che nella società italiana lo sport è molto diffuso soprattutto tra i giovani. A differenza di altri paesi però l'educazione sportiva in Italia non è affidata alle scuole, mancano infatti i club sportivi scolastici, anche se sono previste comunque delle lezioni di educazione fisica all'interno del programma didattico. La crescita sportiva dei ragazzi italiani è delegata quasi esclusivamente alle società ed associazioni sportive private. Le critiche si concentrano sul fatto che il Coni, e le varie federazioni sportive, ormai privilegiano, per questioni di visibilità e sponsorizzazione, solo gli aspetti riguardanti il movimento di vertice delle varie discipline disinteressandosi del settore dilettantistico, che rappresenta circa il 90% degli sportivi in Italia, e degli effettivi problemi logistici e finanziari della base, la cui attività spesso e volentieri si fonda sul volontariato di gente comune.

 Oggi tocca alla scuola riaccendere in forme nuove il “circolo virtuoso” della partecipazione al percorso formativo del gioco e delle pratiche motorie, comprese le discipline sportive. L’educazione fisica nelle scuole è una materia che troppo spesso viene messa in secondo piano; di solito si riduce a qualche ora in più di ricreazione. Le cause sono risapute (si ripetano da anni, da decenni): profonde carenze strutturali ed organiche, specialmente nelle scuole napoletane. Dal punto di vista del diritto allo sport, dello sport per tutti e a ogni età, gli abbandoni sono precoci. E tuttavia, quando sono le ragazze e i ragazzi a lasciare il campo, il senso di fallimento è più forte. Questa è sfiducia scolastica. Il conformismo sportivo (corrotto dal doping e dall’affarismo più sfacciato) non resiste alla tentazione di scaricarne la responsabilità sui ragazzi stessi, presentati come complici vittime di una “crisi di valori”. Non c’è niente che non va nei ragazzi. C’è invece molto che non va nello sport, nella scuola e nella cultura sportiva nazionale. Senza superare in tempi brevi questo stallo, si corre il rischio di radicare l’abbandono sportivo dei giovani, come testimonianza vivente della miopia e dell’autolesionismo conservatore del nostro sistema formativo e sportivo.

Noi giovani dobbiamo avere la volontà di avvicinarci alle problematiche che affliggono  la nostra terra, mai come altri abbiamo a disposizione i mezzi e i metodi per farlo. Solo dopo aver preso coscienza della realtà sociale e territoriale in cui viviamo possiamo iniziare a pensare di manifestare le nostri ragioni. Dobbiamo convincerci che istruzione, sapere e cultura sono le fondamenta per costruire la società che desideriamo.

 

December 14

Campagna anti camorra della Sinistra giovanile

 
 
 
 
La Sinistra giovanile di Torre Annunziata, Domenica 17 dicembre in Via Gino Alfani sarà impegnata nella distribuzione dei segnalibri e delle mollette, i simboli della lotta alla camorra, un gesto per non mollare, un segno per non chiudere gli occhi suoi problemi della nostra terra. Da molti anni ormai la mentalità sopraffattrice e il modo di fare camorristico prevale di fronte alla società civile, alla gente per bene.

Domenica sarà una giornata per riaccendere i riflettori e manifestare il nostro dissenso alla criminalità, alla delinquenza che affonda le radici nelle nostre città, tutto questo con piccolo gesto, mettere e mostrare una molletta, come hanno fatto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della sua visita a Napoli, e Don Luigi Merola, un giovane sacerdote di Napoli che si è impegnato in prima persona nella lotta alla camorra.

Tutta la cittadinanza è invitata a rispondere a questa piccola iniziativa, che ha un gran significato, sebbene per alcuni potrebbe non rappresentare molto, invece penso che interessarsi e portare una piccola molletta è il primo passo per…

NON MOLLARE ALLA CAMORRA

 
November 13

Giornata europea di mobilitazione studentesca

IL 17 NOVEMBRE PIU' DI 100 CITTA' IN PIAZZA
 
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Verso la manifestazione studentesca mondiale
17 Novembre, International Students Day of Action

L’Unione degli Studenti e Studenti di Sinistra promuovuono iniziative studentesche in oltre 100 città


L’Unione degli Studenti e Studenti di Sinistra aderendo all’appello del Social Forum Europeo di Atene, la data internazionale degli studenti, promuovono il 17 novembre in più di 100 città italiane. Tra le principali città vi sono Milano, Torino, Padova, Roma, Reggio Emilia, Aquila, Palermo, Bari, Campobasso, Reggio Calabria, Sassari, Cagliari, Napoli, Firenze.
Noi, coordinamenti nazionali, chiediamo a tutte le esperienze studentesche di riempire questa giornata con iniziative culturali e creative, concerti e manifestazioni valorizzando la partecipazione delle scuole e del territorio.

Il 17 novembre l’Unione degli Studenti e Studenti di Sinistra si impegnano a portare in tutte le piazze Italiane l’idea per cui l’istruzione deve essere un diritto e non un privilegio e in quanto tale accessibile a tutte e a tutti.
A fronte di una Finanziaria che non ci soddisfa, chiediamo una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, più fondi per la scuola pubblica, in particolare per l’edilizia scolastica e l’autonomia scolastica.
Vogliamo rilanciare un’idea diversa di scuola e di politica, rivoluzionandone i paradigmi: chiediamo quindi una riforma degli organi collegiali, una scuola più inclusiva e vicina alle sensibilità degli studenti e l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni entro la fine della legislatura.
Il 17 novembre è la data anche degli studenti europei durante la quale rivendicheranno una carta dei diritti degli studenti e delle studentesse sul modello dello Statuto delle studentesse e degli studenti: è per questo infatti che ci stiamo unendo alle associazioni studentesche europee, affinché in tutto il continente sia garantito il diritto allo studio e il libero accesso al sapere.
Ed è per questo che il 17 novembre è diventata la giornata degli studenti in Africa come in Asia e in Sud America.
Perché studiare sia un diritto e non un privilegio…
per tutti ed in tutto il mondo

Unione degli Studenti
Studenti di Sinistra
 
 
 

November 08

Mobilitazione Straordinaria contro la camorra della Sinistra Giovanile

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Mobilitazione straordinaria contro la camorra

 

 

L’Unione Regionale Campania della Sinistra giovanile ha organizzato nel periodo dal 3 al 16 novembre 2006 la Mobilitazione straordinaria contro la camorra in preparazione degli stati generali dell’antimafia. L’organizzazione regionale di concerto con le sezioni locali ha promosso oltre 50 dibattiti nei quali si alternano, sullo sviluppo dell’argomento, magistrati, forze dell’ordine, autorità locali e numerosi letterati e artisti coinvolti in prima persona nella lotta alla camorra.

Anche la Sinistra giovanile di Torre Annunziata nell’ambito del comprensorio vesuviano della Sinistra giovanile ha organizzato per il giorno 13 novembre alle ore 17:30 un dibattito sul problema della criminalità e delle devianze sociali che interessano la città. A tal proposito nel corso del dibattito, oltre ad esponenti della Sinistra giovanile e delle autorità locali, interverrà Corrado Lembo, sostituto procuratore nazionale antimafia, da tempo impegnato nella lotta alla camorra.Un momento importante per discutere di questo gravissimo problema anche alla luce del decreto varato dal governo per sopperire alla grave emergenza criminalità che interessa Napoli e provincia e vede coinvolta anche Torre Annunziata, città nella quale dovrà nascere un nuovo comando dei carabinieri di supporto a tutti i comandi locali della provincia.

November 07

Documento congressuale

La ripresa dei nostri valori

 

Gli iscritti e le iscritte alla Sinistra Giovanile condividono valori fondamentali comuni: i valori della libertà e dell'uguaglianza, della giustizia e della solidarietà, della libertà religiosa, il rispetto delle differenze e della libertà di orientamento sessuale. La Sinistra Giovanile ha comuni radici storiche nell'esperienza del movimento operaio e socialista, della sinistra europea e mondiale, nel movimento della Resistenza e dell'antifascismo, nell'originale lascito del comunismo italiano, del cattolicesimo democratico e sociale, della cultura laica ed azionista, del movimento femminista, ambientalista e pacifista. Gli iscritti e le iscritte alla Sinistra Giovanile condividono principi ed obiettivi comuni: lavorano per la tutela e la dignità del lavoro in ogni sua forma, per estendere la rappresentanza sociale e politica, contro la povertà umana, culturale e ambientale, per una politica responsabile verso chi non ha potere o è escluso, per uno sviluppo sostenibile, una società multietnica e multiculturale.

 

La vittoria sul Berlusconismo

 

Dopo cinque anni di governo e ormai ventisei anni dal primo ingresso nelle telecomunicazioni con canale cinque, il berlusconismo è diventato ancor più dello stesso Berlusconi il primo ostacolo degli italiani, un stile di vita da combattere con i sani ideali che portiamo e con un nuovo modello che ha il suo cardine nella cultura nella sana informazione che non sia più preda dei partiti di destra o di centro sinistra. Il male che oggi ci affligge è la mancanza dalle televisioni dei problemi reali che coinvolgono il popolo italiano. Perciò il ritorno ad una televisione pubblica nel senso più ampio del termine e non solo stretto al contesto finanziario.

 

La scuola e la cultura

 

La cultura come bene per tutti. Questo deve essere il motto che deve spingerci a lottare per ottenere il bene più prezioso al mondo: il sapere. Con questo governo si deve portare avanti una politica rivolta a tutti i giovani avendo a cuore le fasce più abbiette della società, facendo in modo che tutti possano avvicinarsi alla scuola senza gravare in modo decisivo sul bilancio familiare; soprattutto per quelle fasce di popolazione che già vivono disagi enormi.

Al sindaco ed a tutta la giunta chiediamo che si comprenda nel bilancio della città anche una voce per i giovani grazie alle quale si facilita la spesa per una cultura alternativa quale il teatro, il cinema, l’acquisto di libri o CD (danneggiando così le economie illegali dei falsi).

 

Il lavoro, la ricerca e l’innovazione

 

Nel quadro generale della situazione Italiana ci aspettiamo dal governo immediate manovre correttive sulla legge che precarizza il lavoro ed il ritorno del sud nell’agenda del parlamento. La ricerca e l’innovazione come unica strada del progresso e dell’inserimento dei giovani laureati nel mondo del lavoro; entrambe vanno perseguite nel pieno rispetto dell’ambiente e della natura.

A Torre Annunziata ci aspettiamo, come giovani, risposte concrete sull’occupazione; non possiamo vivere e studiare progettando che in futuro dobbiamo scappare dalla nostra città perché non ci sono spazi che ci consentono di esprimere le nostre qualità intellettuali. Quindi il miglioramento delle condizioni di vita vanno di pari passo con politiche adeguate per il ripristino della zona industriale, con realtà occupazionali che durano nel tempo. Dare nuove prospettive alle risorse che hanno reso la città famosa: il porto e la pasta. Sviluppo del porto in vista dei traffici con i paesi asiatici e il sostegno all’artigianato dei pastifici che hanno trasformato il lavoro in un arte.

 

La vivibilità

 

È necessario un piano strutturale per il ripristino della vivibilità nella nostra città ed in particolar modo nella zona sud di Torre iniziando da una maggiore efficienza nella circolazione e in una qualità migliore delle nostre strade. Proporre programmi per il recupero di quei giovani che ad oggi sono alla mercè delle bande criminali, non con leggi fasciste proposte dall’ex governo di destra, ma con misure adeguate anche alle difficili situazioni sociali delle città come la nostra.

 

La pace

 

A pochi giorni dell’attentato a Nassiriya nel quale hanno perso la vita i nostri tre fratelli italiani, il nostro ricordo va a loro come a tutti coloro che sono caduti nelle guerre per il tricolore. Questo governo deve farsi carico di un ritiro immediato delle nostre truppe da una guerra che fin ora non ha portato né vincitori né vinti ma solo l’unica triste certezza della morte di tante persone invano. La pace come messaggio unico e che dovrà contraddistinguere i nostri governi futuri; bisogna tornare ad occuparsi in modo serio dei nostri fratelli dell’Africa, del centro e sud America e dell’Asia che vivono in situazioni di grave crisi umanitarie. Solo nell’egualitarismo globale si prospetta il futuro del mondo.